Elogio del Relitto

di Trama afonA
su testi di Laura De Luca

 





Le società ipertecnologiche sono sopraffatte dalla problematica dello smarrimento/smaltimento dei rifiuti. Noi ribaltiamo la prospettiva e gettiamo le basi per una ripensamento critico del relitto, cui tributare la gratitudine individuale e collettiva per il suo uso non più attuale.
Rileggere la presenza di intere categorie di oggetti desueti in mezzo a noi, recuperare l’insensatezza presente dei loro scopi di un tempo favorisce la crescita della pietà umana.
 
State per entrare in un serrato dialogo fra immagini e parole.
A ben quaranta foto corrisponderanno altrettante riflessioni, in una sorta di saggio fotografico-filosofico per frammenti.
Quaranta tappe per un percorso di recupero amoroso che inizia, nella più pura tradizione epistemologica, da una riflessione sul linguaggio e che si conclude con un ciclico ritorno al punto di partenza…..
 
 

 
1.
Il relitto è l’avanzo di un naufragio.
Nella superficie di ogni relitto, in mezzo a depositi di sali, sta così scritta la memoria di una traversata, l’azione dei venti, l’andirivieni delle onde…
Ogni relitto è dunque senza dubbio figlio di un viaggio e di una dispersione.
La carcassa di una nave incagliata e abbandonata sulla costa, ma anche i rottami di un aereo precipitato o un uomo ridotto in misere condizioni dall’alcool o dalla droga testimoniano svariati tipi di naufragio.
L’esposizione alle intemperie e agli eventi, insieme allo scorrere del tempo determinano la prima virtù del relitto: lo smarrimento.

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